Se l’altro genitore non paga il mantenimento dei figli, è possibile recuperare gli arretrati?
Sì. Se esiste un provvedimento o un accordo che stabilisce l’obbligo di mantenimento, le somme non pagate possono essere recuperate utilizzando strumenti diversi a seconda del caso: dal pagamento diretto da parte del datore di lavoro o di altro terzo che corrisponde periodicamente somme al genitore obbligato, fino all’esecuzione forzata su stipendio, conto corrente, crediti o altri beni. Prima di agire occorre però verificare il titolo, quantificare con precisione gli arretrati e capire quale strumento abbia concrete possibilità di produrre il pagamento.
l’assegno di mantenimento dei figli non arriva.
Il primo mese può sembrare un ritardo. Il secondo arriva una promessa: “recupero il mese prossimo”.
Poi i versamenti diventano irregolari, parziali o cessano del tutto.
Nel frattempo, però, le spese per i figli continuano: scuola, alimentazione, sport, salute, trasporti, abbigliamento e vita quotidiana non si sospendono perché uno dei genitori ha smesso di contribuire.
È in quel momento che la domanda cambia.
Non è più: “Quando pagherà?”
Diventa: “Come posso recuperare quello che deve?”
La risposta dipende soprattutto da tre elementi: che cosa stabilisce il provvedimento, quanto è maturato e quali redditi o beni possiede il genitore che non paga.
Il mantenimento dei figli non è un pagamento facoltativo tra ex partner.
Dopo una separazione o la cessazione della convivenza, può essere facile percepire l’assegno come una delle tante questioni economiche rimaste aperte tra i genitori.
Giuridicamente la prospettiva è diversa.
Il dovere di contribuire al mantenimento dei figli deriva dalla responsabilità genitoriale. L’art. 316-bis del Codice civile prevede che i genitori debbano adempiere ai propri obblighi nei confronti dei figli in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo.
Nei procedimenti che riguardano genitori non conviventi, il giudice determina inoltre la misura e le modalità con cui ciascuno deve contribuire al mantenimento, alla cura, all’istruzione e all’educazione dei figli.
Questo spiega perché il mancato pagamento non riguarda soltanto un credito tra adulti ma riguarda le risorse destinate alla vita del figlio, ed è anche il motivo per cui l’ordinamento mette a disposizione strumenti specifici per rendere effettivo l’obbligo.
Prima di chiedere il pagamento bisogna capire esattamente cosa è dovuto.
Il punto di partenza è sempre il titolo che disciplina il mantenimento: può trattarsi di una sentenza, di un’ordinanza o di altro provvedimento giudiziale, oppure di un accordo raggiunto nelle forme previste dalla legge. È quel documento che bisogna leggere prima di qualsiasi iniziativa.
Occorre verificare, in particolare:
- quanto deve essere versato;
- da quale data;
- con quale periodicità;
- se è prevista una rivalutazione;
- come sono ripartite le spese ulteriori;
- se esistono successive modifiche delle condizioni originarie.
Può sembrare un passaggio formale ma non lo è.







